Lo studio del pittore

Lo ha sempre saputo tra queste alte pareti bianche contro le quali si appoggiano decine di dipinti in attesa. Schizzi orfani che saranno ripresi più tardi. Dipinti restituiti, come degli studenti puniti, per non turbarla. Lei dipinge.

Lo ha sempre saputo cambiando di posizione nel corso del giorno. Spostando il suo cavalletto, i suoi pennelli, i suoi colori. Alla ricerca della luce buona sotto il suo soffitto di vetro che fa sembrare di essere all'esterno. Lo ha sempre saputo sedendosi, alzandosi in piedi, sedendosi di nuovo, senza distogliere un momento lo sguardo dalla sua tela.

Fin dal primo giorno, lei lo osserva. Si snoda tra le cornici dei quadri. Lui scompare, riappare, come per attirare il suo sguardo. Fin dal primo giorno, glielo vede fare. Venire a strofinarsi ai piedi del cavalletto. Lei si stende a prendere il sole, quando questo inonda la vetrata. Lei lo vede lanciare la sua zampa felina con un gesto secco, da predatore feroce. E fa cadere gli schizzi a terra. Le innumerevoli tracce di innumerevoli colori che punteggiano il pavimento di questo atelier.